Laboratorio “Il corpo del cantastorie”
A prima vista l’oggetto centrale dell’attore-cantastorie è certamente la ‘’parola narrante’’. Il laboratorio proposto da Nino Racco va più in profondità, alla ricerca del ‘’corpo’’ che sostiene e fortifica la parola. La parola diventa ‘’comunicante e coinvolgente’’ quando essa è saldata su posture, gestualità e azioni che hanno il corpo come protagonista.
Tematiche affrontate nel corso:
- Il risveglio e la riscoperta del proprio corpo
Il corpo capace di produrre azioni e gestualità
La parola ben appoggiata al corpo
Primi elementi di narrazione e ‘’raggiungimento dello spettatore’’
• Il corpo dell’attore
• Analisi del testo narrativo
• Lavoro fisico sulla presenza e sull’azione
13/06/26 ore 14,30 – 18,00
I partecipanti che suonano uno strumento, possono portarlo, in modo da integrare alla performance recitativa l’accompagnamento musicale.
- Scheda iscrizione laboratori BORGHI IN SCENA
- copia del documento d’identità e codice fiscale
La documentazione potrà essere inviata all’indirizzo e-mail info@calabriadietrolequinte.it
per posta ordinaria all’indirizzo:
Associazione Calabria dietro le quinte
via Padre Moscato 17
89131 Reggio Calabria
o con consegna a mano previo appuntamento telefonico al 389.1435140.
L’iscrizione è da considerarsi valida solo al momento della ricezione di tutta la documentazione richiesta.
Alla fine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione a coloro che avranno frequentato il 75% del corso.
QUOTA DI ISCRIZIONE
– Gratuito.
Modalità di pagamento:
Non prevista.
Docenti
-
Nino RaccoCantastorieL’attività teatrale di Nino Racco è segnata dal recupero e dal rilancio del cantastorie, figura centrale e tipica della cultura del sud Italia negli anni 50 e 60.
In un primo momento il recupero avviene in chiave abbastanza tradizionale con studi e montaggi ispirati alle “cantastoriate classiche”, da qui gli spettacoli Storia di Salvatore Giuliano (1989), La baronessa di Carini (1998), ‘Ntricata storia di Peppe Musolino (2001).
Segue poi una fase di ricerca e sperimentazione estrema – coincidente all’incontro col Teatro Proskenion diretto da Claudio La Camera e con l’Università del Teatro Eurasiano diretta da Eugenio Barba (1995/2005) – nella quale “il cantastorie” evolve e trasmigra in una dimensione più propriamente teatrale.Sono anni ricchi di un teatro performativo con al centro la sfida alla “scienza dell’improvvisazione”, anni ricchi di viaggi artistici ed esistenziali lontani dal teatro e dalla lingua italiana (uso del gramelot e della maschera di Giangurgolo): Brasile (1997), Stati Uniti (2000/2001), Scozia (2002), Danimarca (2004) e ancora Stati Uniti nel 2005.
Negli ultimi anni il teatro di Nino Racco si accosta ancor più a tematiche di impegno artistico e sociale: Ciao amore ciao (2005) spettacolo dedicato a Luigi Tenco, Meridion/La tragedia di Marcinelle (2007) su testi di Ignazio Buttitta, Opera Aperta (2011/2013) racconto poetico su Rocco Gatto vittima di mafia.